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Contemplare i piccoli fatti (3): sensazioni, emozioni, pensieri sono fatti


Fino a quando le sensazioni, le emozioni, i pensieri esercitano su di noi una fascinazione, una identificazione, un'adesione non si apre lo spazio della contemplazione, non sorge quello sguardo.
E' necessario imparare a considerare ciò che si manifesta nel proprio intimo un semplice fatto.
Qualcosa che c'è, un accadere che sorge dai veicoli (corpo fisico, emozionale, mentale) depurato dell'attribuzione a sé.
Normalmente quei fatti vengono considerati "nostri": nell'ottica contemplativa non sono nostri, semplicemente sono.
In una visione ego-centrica tutto è nostro: è questa visione infantile che va superata, questo ricondurre tutto a sé come si fosse il centro dell'universo.
Non siamo il centro di niente: piccole formiche rozze e presuntuose capaci di prevaricazione e di distruzione, quasi non conoscessero il principio di responsabilità.
Possiamo presentarci all'esperienza della contemplazione nudi?
Siamo capaci di spogliarci delle nostre pretese di fronte ai fatti, all'altro?
Diveniamo consapevoli della nostra irrilevanza nell'essere dell'universo?
Se si, allora si apre uno spazio di esperienza sconfinato, quello dell'irrilevante.

Immagine di Alcide Sartori tratta da: http://goo.gl/S1dGOS

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