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La danza tra esserci e scomparire e la radice della pace interiore


Esserci è la dichiarazione della propria personale visione ed esigenza.
Scomparire è l'attenuarsi e il dileguarsi di questa.
Questa è la danza di tutti i giorni, di tutti i momenti di una persona della via spirituale.
Ciò che la coscienza sente non può che essere espresso attraverso il veicolo dell'identità ma questa può essere più o meno velante, più o meno ostacolante.
In quella espressione, in quel gesto, in quella situazione quanto il bisogno di esserci ha velato il sentire?
Questa è la domanda che una persona della via si pone molte volte al giorno, per un lungo periodo, non per sempre naturalmente.
Perché non per sempre? Per una ragione semplicissima: perché ad un certo punto fa pace con il fatto che il veicolo dell'identità non può che colorare, in vario grado, ciò che la coscienza propone: questo non comporta più un problema perché la persona sa che, qualunque sia la coloritura, comunque trasformazione ci sarà nel sentire.
Qualsiasi sia il nostro limite non possiamo che andare incontro, attraverso le esperienze della vita, al suo superamento.
Questa è la radice della pace interiore.

Immagine tratta da: http://www.ignant.de/2013/02/14/transform/

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