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L'immagine idealizzata: coraggio e tenerezza nel cammino spirituale.

E' una bella sfida accogliere i propri limiti.
E' così facile vedere i limiti negli altri e altrettanto facile convincersi che noi non siamo così!
La mente crea costantemente un mito di noi stessi, idealizza l'immagine derivante dai nostri nobili gesti, accantonando quelle 'piccole' disattenzioni in quell'angolo buio del dimenticatoio.
Quando qualcuno ce li fa notare, o semplicemente la vita con una situazione lo fa, che è poi la stessa cosa, siam pronti a pensare intimamente che ci sia uno sbaglio. Se non ci riusciamo nell'immediato, perchè magari quel rimando ci risuona interiormente come possibile, allora lavoreremo alacremente per cogliere tutte quelle sfumature che avvaloreranno la tesi in nostra difesa.
Quando, volenti o nolenti, con più o meno dolore, viene meno questa prospettiva di autoconservazione, l'identità subisce un colpo. L'immagine idealizzata che abbiamo creato si incrina.
E' questo un momento delicato ed è importante trattarsi bene, comprendendo che un gesto di egoismo è stato un fatto, un ulteriore passo verso la comprensione.
Ora che lo abbiamo visto, il nostro agire non sarà più lo stesso.
Ci saranno altri scivoloni, altri egoismi, ma il percorso di consapevolezza andrà avanti.
E' quindi importante avere il coraggio di squarciare il velo del mito di noi stessi ed è altrettanto importante avere tenerezza, un attimo dopo, nell'accogliere quei pezzi di vetro rotti.

Immagine tratta da: http://goo.gl/EUepEb

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