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Servire, l'orizzonte del cammino interiore


Etimologia di "ciao":
dal veneto: [s'ciavo] schiavo, a sua volta dal latino [sclavus] col medesimo significato e con cui venivano indicate le persone di etnia slava (identico etimo), visto che il maggior numero di schiavi del mediterraneo erano di questa etnia.
Salutare dicendo "schiavo" può parere strano. Ma così come altre espressioni di saluto - ad esempio "servo suo" - è il retaggio di un rispetto, profondo o di convenienza che fosse, che si rinnovava ad ogni incontro mettendosi simbolicamente a disposizione dell'altro come un servo, come uno schiavo. 
Tratto da: Una parola al giorno

Molto semplicemente: tutto l'affanno dell'esserci, del dimostrare, del voler essere riconosciuti e rispettati finisce nel porto dello scomparire a sé e alle proprie pretese.
La scomparsa di sé genera il "servire".
Allora, quel piccolo essere che chiamiamo con il nostro nome, lascia il porto della sua irrilevanza e si fa condurre dalle correnti e dai venti incontro a ciò che è utile alla vita.

Immagine tratta da: http://goo.gl/WAtGC3

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