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La via spirituale: dalla soddisfazione dei bisogni interiori all'officina esistenziale. La natura del monaco in sé.


Vorrei sviluppare alcune considerazioni anche a partire da questa discussione avviata in Comunità del Sentiero.
Il cammino incontro a sé stessi, la via spirituale come spesso la chiamiamo, per un lungo tratta di strada alimenta la nostra identità con cibo fresco, nuovo, raffinato.
Le esperienze, gli apprendimenti, gli abbozzi di comprensioni ci scaldano il cuore e ci mostrano cosa possa essere una vita piena di senso pur nella semplicità estrema.
Questa stagione della via, questo modo di viverla, può durare per periodi più o meno lunghi, forse anche per una vita intera: è assimilabile all'innamoramento nel rapporto di coppia.
Nelle situazioni interiormente sane, questa stagione passa e lascia il campo a volte all'abbandono, altre alla mitigazione e ritualizzazione del cammino, altre ancora ad una scelta più radicale: quella di scoprire il monaco in sé.
Chi è il monaco/a? Colui che riconosce in sé la spinta alla conoscenza, alla consapevolezza, alla comprensione, alla vita nell'unità personale e universale.
Il monaco è un archetipo universale: il fatto che storicamente il monachesimo si sia sviluppato come costola delle religioni non è naturalmente un inciampo, ma non esaurisce e non racchiude certamente quella spinta esistenziale in quell'ambito limitato.
Dal nostro punto di vista l'archetipo del monaco appartiene a tutto l'umano e ad ogni persona, è quel programma che la conduce a cercare l'origine dell'essere, la sua natura, il risiedere in esso.
Noi definiamo ricercatore l'innamorato della via spirituale; definiamo monaco colui che entra nella officina esistenziale e ad essa vota la propria esistenza.
Il monaco ha vissuto e superato l'innamoramento e, nel quotidiano che ne intesse la vita, indaga e vive la natura di sé, della realtà, dell'Assoluto conoscendo il deserto, il perdersi e ritrovarsi, il pianto ed il riso, la solitudine profonda e la compassione.
La persona che entra nell'officina esistenziale della propria vita sa che non può procedere da sola, gli innamorati della via o gli orgogliosi hanno questa presunzione: la persona matura della via sa che tutti gli esseri procedono assieme; sa che nei giorni di grandine abbiamo bisogno della presenza amica di qualcuno che sappia aiutarci a porci al riparo; sa che il nostro limite è grande e abbiamo bisogno del sostegno, della testimonianza, del silenzio compassionevole dell'altro che cammina con noi.
La via matura si sviluppa in officine esistenziali vive di slancio e spesso madide di sudore, dove tutto l'umano trova manifestazione e, nella relazione, subisce una trasmutazione, cambia natura: grazie alla relazione, grazie al procedere assieme nella vicinanza, nella tenerezza, nell'accoglienza, nel sostegno reciproco come nel conflitto, nella compassione che tutto abbraccia, tutto sostiene e tutto rende nuovo.

Immagine da: http://goo.gl/rsRInF

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