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La vita è un sogno? I processi della percezione creano la realtà


Dice Alessandro: quanta parte di ciò che riteniamo essere lo stato di veglia, la vita vera, non è anche una sorta di sogno che andiamo interpretando, colorando, convinti che sia reale?
Quella che noi chiamiamo vita è fatta della stessa, identica materia dei sogni, questi mancano solo dell'ultimo anello della catena, la fisicità.
Quello che chiamiamo corpo fisico, e che a noi sembra tanto reale, se osservato nella sua composizione è cellula, molecola, atomo, particella: in origine è la vibrazione delle particelle elementari del piano fisico.
Così è per il corpo emozionale, per quello mentale e per la coscienza: in origine essi sono vibrazione delle rispettiva particelle elementari dei rispettivi piani.
La materia, le emozioni, i pensieri così come da noi percepiti, sono solo la derivante dei processi di percezione resi possibili dai sensi del piano fisico, emozionale e mentale.
La realtà è creata, a valle, dal processo della percezione; a monte, dalla coscienza che sente i vari fotogrammi/possibilità nell'eterno presente.
La realtà dello stato di veglia ha la stessa aleatorietà della realtà dei sogni: nella realtà di veglia la coscienza tiene le redini del processo di manifestazione conferendo ad esso coerenza, consequenzialità, logica di fondo; nella realtà dello stato di sogno possono accadere tre cose:
- che si combinino materiali di varia natura e vibrazione secondo una logica casuale;
- che nella mente si assemblino frammenti del vissuto rilevanti, in fase interpretativa, per comprendere aspetti delle dinamiche identitarie;
- che affiori alla consapevolezza onirica, e alla conseguente rimembranza, del sentire di coscienza associato a del materiale psichico e cognitivo da interpretare in chiave simbolica per ricavarne una indicazione esistenziale.
La vita  che consideriamo reale, come il sogno, sono assimilabili ad un film: la coscienza è la regista, l'identità l'attrice. L'uso che la coscienza fa dell'attrice genera la manifestazione che noi chiamiamo vita.
Il processo è squisitamente ologrammatico: niente di ciò che noi consideriamo fisico è tale, nessuna consistenza esiste se non in quanto creata dal senso del tatto.
Questo spiega perché alcuni, meno avveduti, quando trapassano non si rendono conto di ciò che è avvenuto.

Immagine da: http://goo.gl/9exPAo

PS: un esempio ulteriore. Ciò che noi vediamo nello schermo del televisore, o del PC, è ciò che da essi è elaborato, non ciò che è: essi trasformano un insieme di segnali, vibrazioni in immagini e suoni fruibili ai sensi del'essere umano. 
Qual'è dunque la realtà? La vibrazione? La risultante? Tutta, evidentemente, è la realtà ed essa origina dall'intenzione: dovremmo fare attenzione a leggere sempre l'intenzione che si cela dietro un sogno, un fatto dello stato di veglia, una immagine, un processo.

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