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A volte il dolore è la porta per la libertà. L'amore è la chiave che apre quella porta.


Nell'abisso si aprono spazi, spesso determinati da un fattore chiave: una piccola attenzione, un gesto d'amore minuto, ripetuto; una devozione che ci ricorda, che fa vibrare in noi l'essenziale.
L'amore silenzioso.
L'amore discreto.
La testimonianza di una presenza che non si adorna che del necessario.
Quante volte questa è la chiave dell'abisso!
L'amore è l'archetipo che tutto riepiloga in sé e tutti a sé riconduce.
L'amore non è un sentimento: quando l'umano, nella pienezza della propria umanità, si dimentica di sé allora sorge quell'esperienza dell'essere che chiamiamo amore.

[...] basta considerare la sua condizione quando compose il Cantico. Siamo nel 1225, l’anno dopo, il 3 ottobre 1226, a 45 anni non ancora compiuti, Francesco morirà. È molto malato, così la Vita prima di Tommaso da Celano descrive la situazione: “A seguito di una rottura dei vasi sanguigni dello stomaco, a causa della disfunzione del fegato, ebbe abbondanti sbocchi di sangue… gli si gonfiò il ventre, si inturgidirono gambe e piedi, e lo stomacò peggiorò talmente che gli riusciva quasi impossibile ritenere qualsiasi cibo”, FF, p. 497). In particolare Francesco è quasi cieco a causa di una oftalmia purulenta che lo rende insofferente della luce del sole, per cui le cose gli appaiono quasi del tutto avvolte nelle tenebre (e si consideri che l’altro nome del cantico è Cantico di Frate Sole). È inoltre di ritorno dal Monte della Verna dove aveva ricevuto le stigmate, ulteriore causa di sofferenza (il primo caso nella storia della Chiesa; dopo se ne sono registrati a centinaia).
Alla sofferenza fisica si associa quella spirituale per aver ormai compreso che il suo ideale di vivere il Vangelo sine glossa era fallito; non a caso già quattro anni prima, nel 1221, aveva lasciato la guida dell’Ordine e si era ritirato in disparte con pochi fidati compagni (Leone, Angelo, Illuminato, Masseo), i quali alla sua morte neppure verranno nominati nella prima biografia ufficiale commissionata dal superiore dell’Ordine frate Elia (la Vita di san Francesco di Tommaso da Celano composta nel 1228 e approvata dal papa nel 1229) a evidente dimostrazione di una tensione tra i due rami del francescanesimo, i conventuali istituzionali da un lato e gli spirituali radicali dall'altro.[...]


Immagine da: http://goo.gl/tc2RN9

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