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J.Krishnamurti, la consapevolezza, l'identificazione, il non-condizionamento: una riflessione


Dice J.Krishnamurti: Come mi libero dal condizionamento della cultura in cui sono nato? Innanzitutto, devo essere consapevole che sono condizionato, non serve che qualcuno me lo faccia notare. Capite la differenza?
Se qualcuno mi dice che sono affamato, è ben diverso dal sentire effettivamente la fame. Dunque devo essere consapevole del mio condizionamento, non solo superficialmente, ma ai livelli più profondi. Vale a dire, devo essere totalmente consapevole. Essere consapevole nella maniera descritta significa che non sto cercando di andare oltre il condizionamento o di liberarmene. Devo vedere il condizionamento per ciò che è, senza introdurre un altro elemento, come il volersene liberare, perché questo è un modo per fuggire dalla realtà. Devo essere consapevole: che cosa significa? Essere consapevole del mio condizionamento completamente, non parzialmente, significa che la mia mente deve essere estremamente sensibile, non è così? (Krishnamurti, The Awakening of Intelligence, p 88)

Quando c'è quella forma di consapevolezza che attiva la disconnessione e apre sull'esperienza del non-condizionamento? Quando non c'è identificazione volontaria.
Ci può essere consapevolezza e simultaneamente identificazione? Si, un esempio potrebbe essere il desiderio sessuale: c'è grande consapevolezza e anche grande identificazione con il processo. In questo caso la consapevolezza esalta l'identificazione, la definirei la consapevolezza che abbraccia principalmente le sensazioni, le emozioni, il pensiero.
C'è un altro livello della consapevolezza, quello che sorge dalla non identificazione con sensazione, emozione, pensiero e che è incentrata sul sentire di coscienza, che appoggia su esso: quella consapevolezza azzera qualsiasi condizionamento ma, per potersi attivare ha bisogno che non vi sia identificazione, adesione agli stimoli deliberata.
La libertà dal condizionamento, secondo l'opinione di chi scrive, non sorge dalla consapevolezza tout court, ma è il germoglio che nasce dal ramo della non-identificazione.
E la non-identificazione da cosa sorge? Dall'osservazione dei frutti dolorosi dell'identificazione e del condizionamento.
L'insopportabilità del condizionamento conduce alla scelta, basata sulla volontà personale, di superarlo; 
il volerlo superare attiva l'osservazione di come esso opera;
l'osservazione consapevole sul piano delle sensazioni, emozioni e pensieri conduce alla non-identificazione;
la non-identificazione apre alla focalizzazione della consapevolezza sul sentire di coscienza e sull'esperienza del non-condizionamento.

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