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Un intensivo è un tempo di vita non condizionata


Dal 6 all'8 siamo al monastero di Fonte Avellana per uno degli intensivi bimestrali del Sentiero contemplativo.
Le persone che partecipano non sono turisti dello spirituale, hanno una motivazione robusta e affrontano i tre giorni di sostanziale silenzio, lo zazen alle cinque del mattino, le due sessioni giornaliere, il lavoro in cucina sapendo che è la loro vita: senza opposizioni, senza pigrizie sanno che ogni reazione, ogni fatto le svela a se stesse.
Il Sentiero è un cammino laico eppure andiamo sistematicamente per i nostri intensivi al monastero di Fonte Avellana, perché?
Perché lì risiedono persone il cui cammino è identico al nostro, seppure la forma e il paradigma siano diversi.
Non è il paradigma che definisce un cammino e neppure la forma, l'intenzione lo definisce, quel muoversi incontro alla realtà personale e della vita, quel lasciarsi impattare e imparare da tutto ciò che accade, quel ritornare e ritornare e ritornare all'essenzialità dell'essere.
Ogni due mesi, persone che provengono da varie parti e dai vissuti più diversi, confluiscono a Fonte Avellana: sanno che debbono arrivare leggeri di sé e che ripartiranno dimentichi di sé; sanno che saranno giorni all'insegna del perdere; sanno che la vita non condizionata dai propri bisogni è possibile, l'hanno già sperimentata e di volta in volta si radica più in profondità nel loro interiore e ne illumina il procedere.
Tornano a Fonte Avellana dopo essersi immersi nel mondo, tornano ogni due mesi per sedersi, per ascoltare, per stare, per dimenticarsi di sé.
Tornano i "vecchi" e si aggiungono i nuovi, persone che hanno saputo e vogliono provare a sedersi.

Immagine da: http://goo.gl/2u1Bof

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