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Amiamo lasciarci sedurre e non siamo granché inclini a preoccuparci delle conseguenze dei nostri innamoramenti


Ricordo come fosse ieri la stagione del nuovismo craxiano, gli anni in cui la "classe dirigente" decise che si poteva ipotecare il futuro delle nuove generazioni spendendo soldi che non aveva, gonfiando a dismisura il debito pubblico, ipotecando irrimediabilmente tutte le scelte future.
Sapete a quanto ammontano gli interessi che ogni anno paghiamo sul debito pubblico? Dai 70 agli 80 miliardi di euro all'anno. Un amore di molti anni fa che ci sta costando molto caro e ci costerà carissimo per molti decenni ancora.
Ricordo anche, perché è stata proprio ieri e ancora non è finita, la stagione berlusconiana: anche lui era nuovo e a chi è nuovo e stimola la pancia ed ha successo, non si dice di no anzi, ci si affida a lui nonostante l'odore che viene dalle segrete stanze. La stiamo pagando anche questa: venti anni di immobilismo, di interesse privato in atti pubblici, di devastazione del costume economico, politico, morale.
Oggi è il turno di Renzi: abbiamo bisogno di un leader che ci faccia sentire di essere popolo e abbiamo bisogno che decida, in fretta, perché non possiamo più aspettare.
Lui è di certo quello giusto, cammina veloce: c'è stato un altro, Tony Blair, che camminava veloce e insieme a Bush padre ci portò - sulle ali della menzogna delle armi chimiche di Saddam - all'invasione dell'Iraq e alla destabilizzazione dell'intera area geopolitica le cui conseguenze oggi sono sotto gli occhi anche dei cechi.
Dunque Renzi, colui-che-cammina-veloce, sia, perché a noi piace innamorarci e delegare; pensare, riflettere, discernere ci piace un po' meno.
Stiamo creando e delegando su materie pericolose, la legge elettorale ad esempio.
Vi propongo uno scenario.
Quando sarà tempo, andremo a votare con la nuova legge: avremo la possibilità di scegliere alcuni, pochi, candidati proposti dai partiti, non da noi attraverso le primarie o le preferenze, ma solo ed esclusivamente dai partiti.
Il parlamento eletto avrà una sola camera formata da persone scelte dagli apparati dei partiti ed elette da noi, fedeli servitori.
Nessuna voce fuori dal coro che abbia qualche potere perché la nuova legge blinda la maggioranza.
Se avremo maggioranze illuminate, buon per noi; se avremo cancrene, poveri noi.
Non ho nessuna affezione particolare per il Senato e non mi dispiace che divenga una specie di fantasma, ma la logica politica che guida l'intera operazione è molto preoccupante:
- nessuna scelta dei candidati alle elezioni per la Camera (si potevano rendere le primarie obbligatorie per legge, non averlo fatto è una scelta, un simbolo preciso);
- un Senato eletto in prevalenza dai consiglieri regionali che scelgono tra candidati anch'essi consiglieri regionali.
L'intero sistema delle rappresentanze e della gestione dello stato in mano ai partiti.
Solo un popolo di innamorati, o/e di irresponsabili, può compiere simili follie.

Immagine da: http://goo.gl/Bxw2AU

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