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"L'inchino della madonna", il pregare il proprio dio personale prima di uccidere, gli idoli della spiritualità "evoluta"


Quella processione con inchino al boss.
Pare sia costume di alcuni mafiosi pregare prima di uccidere, pregare perché giustizia sia fatta: il mafioso, colui che porta la giustizia, mano del suo dio, dunque.
Ho qualcosa da dire su questa spiritualità piegata a sé, alla propria mente, alla propria primaria cultura? No.
Gli aspetti religiosi sono di competenza di quella religione, dei suoi fedeli, delle sue gerarchie.
Gli aspetti giudiziari sono di competenza della magistratura.
Gli aspetti civili, sociali, culturali competono tutti noi e ci parlano di una società complessa con arcaismi importanti.
"L'inchino della madonna" mi serve per parlare di noi, di quelli che non portano madonne, non si inchinano a boss ma nel loro cuore e nelle loro menti non sono esenti da idoli.
Le madonne che noi portiamo sulle spalle sono il mito dell'illuminazione e dell'illuminato, dell'insegnamento del maestro che ti cambia la vita e ti conduce perché tu non sai dove si va, del potere in noi che non conosce confine, del mondo che farà un balzo quantico: l'elenco potrebbe essere lungo, almeno quanto le nostre fantasie e i nostri sogni spirituali, ma non è il caso di insistere.
Guardiamo, come sempre, le madonne degli altri e non le nostre: essendo quelle degli altri veramente arcaiche e primarie, il gioco ci rimane facile e dimentichiamo una delle cose più essenziali del cammino interiore: più la comprensione si amplia, più la sfida con l'idolatria e la mitologia in noi si fa sottile perché la mente diviene più raffinata e sofisticata.
La sostanza vera, la domanda di fondo per l'arcaico come per il sofisticato è la stessa:
quanto pieghi la realtà a te, al tuo bisogno?
L'arcaico, proprio per la sua condizione primaria, ha pochi strumenti sia nell'intelletto, che nel sentire.
Il sofisticato, "l'evoluto" ne ha molti di più ed ha dunque maggiore responsabilità di ciò che pensa, che dice, che fa, che persegue.
Mi viene, chiudendo, un dubbio: è vero che portare in giro le madonne e inchinarle al boss sia arcaico e prostrarsi al maestro e alle molte credenze sia evoluto?
Non sono forse due modalità culturalmente date che sottendono entrambe la non comprensione di che cosa sia il cammino incontro a se stessi e all'unitarietà dell'esistere?

Immagine da: http://goo.gl/RKjwDV

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