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Non si muore per caso ma al compimento di un processo esistenziale


Due casi: Valentina, la ragazza di 18 anni morta ad Orbetello e la giusta rivendicazione di chiarezza della famiglia sulle cause della sua morte; l'areo malese abbattuto al confine tra Ucraina e Russia con i suoi 298 morti.
Morire è un caso? Può essere la conseguenza delle negligenze di una equipe di medici, o di una persona, chiunque essa sia? O il frutto di un conflitto familiare, sociale, politico?
Certamente, si può morire a causa dell'azione, o della non azione, di qualcun altro, ma la questione non si chiude così perché il quando e il come si muore rimane un problema aperto.
Qualcuno può darci la morte, ma essa è prematura? E' sbagliata?
Quasi sempre consideriamo una morte prematura se essa non avviene in età avanzata, questa interpretazione è possibile perché non abbiamo una chiara visione del processo del morire.
Nel Sentiero diciamo che morire è attraversare una porta, peraltro sempre aperta, tra la dimensione umana e quella sovraumana: questo passaggio avviene quando le ragioni che motivavano l'esperire nella dimensione spazio-temporale vengono meno.
Quando il processo di conoscenza-consapevolezza-comprensione proprio di una vita è stato completato, la coscienza ritira gli allacciamenti con il suo veicolo fisico, quello che le permette lo sperimentare nella materia fisica e nel tempo.
Questo ritrarsi della coscienza avviene non un attimo prima, non un attimo dopo del compimento del cammino esistenziale di una persona.
Il processo del morire, di norma, riguarda prevalentemente la persona che vive e che muore, in alcuni casi (bambini, coma prolungati) può riguardare invece le persone attorno, i genitori, i partner, coloro che si trovano coinvolti in prima persona.
Il come si muore è anch'esso avulso dal caso: ciascuno muore nella modalità più efficace per la propria e altrui comprensione.
Se la morte è dovuta alla volontà o alla negligenza e imperizia di qualcuno, la scena va osservata da due punti di vista differenti:
- chi muore è giunto a compimento e muore in quel modo che è il più funzionale ai suoi processi interiori, a quelli di coloro che gli stanno a fianco, a quelli di un'intera società, a volte;
- chi è responsabile di quella morte avrà materiale su cui maturare i propri atteggiamenti e le proprie comprensioni.

Immagine da: http://goo.gl/eAfd7J

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