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Il valore della discrezione


Ciò che per noi conta è che si senta la nostra voce, che si venga riconosciuti.
Ieri il segretario della Fiom, Landini, ha usato un'espressione non chiara che ha immediatamente agitato il pollaio della politica.
Parole a vuoto: equivocare per comodo, far finta di offendersi, erigersi a paladini di qualcosa, o qualcuno.
Pura rappresentazione, manifesta ipocrisia. Noia mortale di un umano perso nella ostentazione di sé.
Prendiamo a pretesto ogni cosa pur di dire una parola, compiere un gesto, emergere nel piccolo teatro del quotidiano quasi che, se stessimo un passo indietro, non esistessimo.
Avete presente quei disturbatori che stanno alle spalle dei cronisti in tv? Sono metafora eclatante di noi, del nostro bisogno di essere visti.
E' bello fare un passo indietro; è dolce ritrarsi; è naturale misurare la propria esposizione, le proprie parole, il proprio esserci.
La consapevolezza di sé, la conoscenza dei propri processi conducono alla misura e alla riservatezza; non al nascondimento, alla piena conoscenza della aleatorietà e relatività della propria opinione, della propria personale presenza.
Possiamo anche non esserci, nessuno soffrirà la nostra assenza.

Immagine da http://is.gd/RHLOcN


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