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Quando qualcosa non ci piace


"Ogni donna in Italia dedica 36 ore la settimana ai lavori domestici, mentre gli uomini non vanno oltre le 14."
Quando qualcosa non ci piace, noi uomini possiamo lasciarla lì, ci sarà qualcun altro che lo fa, generalmente la nostra compagna.
Prendo lo spunto dai nostri comportamenti quotidiani di uomini, per parlare dell'atteggiamento che la generalità delle persone, indipendentemente dal genere, dalla cultura e dalla condizione sociale ha nei confronti di quelle mansioni, o situazioni, che non sono gradite.
Ci sono cose che non ci piacciono perché non le sappiamo fare, o perché sono noiose, o perché le abbiamo fatte anche troppe volte, o perché ci ricordano qualcosa, o ci suscitano qualcos'altro.
Molte ragioni per tirarsi indietro, nessuna che regga: ciò che si presenta è la nostra vita; ciò che bussa è la prima ed ultima possibilità di imparare che, in quel momento, ci viene offerta dalla vita.
Ciò che ci interpella e che suscita il nostro diniego, è in realtà, in quel momento, tutto ciò che abbiamo, ma noi diciamo "non mi piace!".
Quante volte ci capita di ascoltare quel "non mi piace" e quante volte vediamo il gesto del girare le spalle, o dell'opporsi, o del resistere alla possibilità dell'andare oltre il mi-piace/non-mi-piace per arrendersi semplicemente al ciò che è!
Questa sfida quotidiana, il superamento della ribellione a ciò che la vita ci offre, questa da sola sarebbe una via alla libertà se sapessimo piegarci senza lasciare che in noi sorga più il segno, l'increspatura di una resistenza.

Immagine da http://openphoto.net/gallery/image/view/27453


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