Archivio di post sul quotidiano nella via spirituale.
Visita il Sentiero contemplativo per gli aggiornamenti recenti.

L'animale e l'umano hanno coscienze differenti. Quasi sempre


Chi sono questi esseri che ci vivono a fianco e con la loro presenza, molto spesso, leniscono l'amaro del nostro vivere?
Non sono umani travestiti da cani o da gatti, sono coscienze che abbisognano di quel veicolo fisico, di quella disposizione emozionale, di quella rarefazione di mente, di quel linguaggio.
Ci colpisce la relazione affettiva che possono stabilire con noi, e noi con loro; ci gratifica la loro vicinanza fedele priva di secondi fini. Non ci sono amici perché gli diamo il cibo, ma perché è per loro possibile sviluppare, in modo originale, quel livello della relazione.
Perché per l'umano è complessa l'amicizia? Perché, essendo munito di una mente più o meno organizzata, sottopone tutto ciò che vive all'analisi di questa, al suo giudizio.
Il giudizio divide. Il sentimento dell'amicizia, unisce.
L'animale ha una mente poco organizzata e poco strutturata, in lui prevale l'elemento affettivo, non è turbato dal continuo dividere proprio della mente.
Ecco perché, a volte, per alcuni di noi, è più facile la relazione con l'animale, che con l'umano.
Naturalmente, nell'immensa varietà delle specie, ci sono animali particolarmente evoluti che molto si avvicinano alla dimensione umana e, qualche volta, sembrano avere qualità migliori di certi umani che conosciamo.
Ciononostante, se una coscienza crea per la propria esperienza incarnativa un veicolo fisico, emozionale, mentale animale, piuttosto che un veicolo fisico, emozionale, mentale umano, significa che non è ancora pronta all'incarnazione umana, non ha ancora acquisito le informazioni, i dati e le comprensioni necessarie a confrontarsi con la complessità delle esperienze che sono proprie di un essere umano.
Se, dunque, una coscienza ha generato una incarnazione animale, sarebbe bene che noi le permettessimo di sperimentare da animale, non da umana: i dati di cui ha bisogno provengono dal dispiegarsi pieno della propria condizione animale.
Permettiamo al cane di vivere da cane; permettiamo al gatto di vivere da gatto. Permettiamo loro di manifestare la natura che li costituisce nella dignità del proprio essere.
Non trattiamoli da piccoli umani, rispettiamoli nel loro dimensione autentica.
Dalla vicinanza con noi si avvantaggeranno, faciliteremo di certo il loro cammino esistenziale standogli vicini nel pieno rispetto della loro natura e delle loro prerogative: dignitoso sarà allora il nostro comportamento, dignitosa la loro vita.
Quando umanizziamo troppo un animale non gli rendiamo un buon servizio, lo pieghiamo alle nostre esigenze non sempre altruistiche.

Immagine da http://goo.gl/VSQv8z

Cerca nel blog

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...