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Siamo la nostra malattia


Vi invito ad ascoltare questa dichiarazione in cui Emma Bonino annuncia di avere un tumore ad un polmone.
Emma è una persona che stimo, l'avrei voluta al ministero degli esteri e, domani, alla presidenza della repubblica; nella dichiarazione alla stampa, dice una cosa che non condivido: "Io non sono il mio tumore".
Tutta la dichiarazione avviene in un clima di commozione, Emma sa che la partita è grande, che la sfida ha esiti incerti.
Certamente, nell'affermare "che non è il suo tumore", intende sottolineare che lei è vita, mentre il tumore è morte e quindi la morte non può essere il suo presente, né vuole che sia il suo futuro.
Ciononostante, l'affermazione "Io non sono il mio tumore" è fuorviante e fa perdere il centro della sfida che la vita presenta.
Noi siamo la nostra malattia, essa parla sempre di noi. Tutti i fatti parlano di noi, ma quelli inscritti nel nostro copro raccontano cose ancora più profonde; narrano di sfide, certo, ma non primariamente della sfida epica tra vita e morte, della sfida tra comprensione e non comprensione.
Voglio dire che è più importante comprendere che vivere? Affermo che la vita è comprensione, che la malattia è processo della vita teso alla comprensione, che la malattia è processo di comprensione in atto.
Quindi, io sono il mio tumore, sono il processo esistenziale dal quale è sorto, sono il presente da esso condizionato, sono il futuro che esso permetterà.
Si può vincere un tumore?
E' la volontà di vivere che lo vince?
E' la medicina che lo sconfigge?
O non è forse l'aver compreso il valore dell'insegnamento che porta a farlo uscire di scena, per il fatto che abbiamo compreso le ragioni che l'hanno determinato e il simbolo, dunque, non ha  più motivo di essere?
Si può comunque guarire da un tumore? Si, se la possibilità di apprendimento è stata colta fino in fondo.
No, se il nostro calendario volge alla fine.
Serve la volontà per vincere il tumore?
Si, la volontà di comprendere quale cambiamento è importante nella nostra vita, quale resistenza ha generato il processo della malattia, quale squilibrio governa il nostro sistema fino a minacciarne la sopravvivenza.
La volontà serve e cammina assieme alla fiducia che ciò che accade è per noi, non contro di noi: non lottiamo contro il tumore, lottiamo per comprendere la natura e le ragioni di ciò che ci è sorto in seno.

Immagine da http://goo.gl/9mQZJU

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