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Morti di freddo


1-Ventinove profughi sono morti per ipotermia durante un viaggio della speranza attraverso il Canale di Sicilia. Quando sono stati soccorsi sette di loro erano già morti, gli altri sono deceduti per il freddo durante il trasporto sulle motovedette della Guardia costiera.
2-Il sabato sera guardo su Rai 3 "Gomorra", la serie. Il nostro mondo feriale nelle cui vene scorre il veleno: non c'è regione d'Italia che sia immune dal fenomeno, non c'è angolo della società dove ci siano lavoro e ricchezza che non sia coinvolto, o contaminato in qualche misura.
Due esempi, solo due esempi per dire che, il mattino quando ti specchi, è per te difficile riconoscerti; l'immagine che proietti è gravata da pesi ed inadeguatezze, da responsabilità fuggite e negate, da complicità a volte consapevoli, altre ignoranti.
E' difficile guardare il proprio volto e non vedere i mille volti che gli stanno attorno.
Puoi nello specchio vedere solo il tuo volto? Buon per te, a me non è possibile.
Io vedo il mio volto mescolato ai mille volti di quelli morti di freddo, di quelli violati nella loro dignità, di quelli morti nella loro interiorità.
Non riesco a dire: "Non mi riguarda!", so che abbiamo sbagliato assieme, che sbagliamo assieme tutti noi che questo permettiamo.
Il senso di una responsabilità collettiva e condivisa mi grida nelle orecchie e mi dice che questo è generato dalla nostra ignavia e dalla nostra ignoranza e di esse siamo responsabili. 

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