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Identificazione: la fatica per rimanere fuori dal turbine


Il lavoro, i figli, le incombenze di casa ci chiamano a tutte le ore e producono in noi vari livelli di identificazione. Se siamo persone della via interiore, vorremmo vivere più distaccati e subire meno gli effetti dell'identificazione: l'ansia, il nervosismo, la frustrazione.
Che cos'è lo stato di identificazione? E' l'adesione agli stati emozionali e mentali, alle azioni che accadono: quell'adesione, quell'immedesimazione ci fa considerare il fatto nostro e importante, qualcosa che ci riguarda e a cui non possiamo/dobbiamo sottrarci.
E' inevitabile l'identificazione? Non comunque, dipende dal livello di comprensioni raggiunto: tutti tendiamo, per condizione naturale, a perseguire stati di identificazione e, allo stesso modo, a realizzare stati di non identificazione.
E' importante il processo dell'identificazione? Fondamentale, perchè mostra praticamente e simbolicamente dove ancora non c'è sufficente comprensione.
E' importante tendere alla non identificazione? Solo se non si vuole forzare il processo: non ci si può imporre di essere non identificati, è un frutto che matura con le esperienze, attraverso l'insegnamento della identificazione stessa.
L'uso che a volte viene fatto della disposizione meditativa che permette al meditante di andare oltre l'identificazione, non è sempre consigliabile e assomiglia, in alcuni casi, alla rimozione psicologica: se tendo ad identificarmi, debbo comprendere perché.
La disconnessione/meditazione mi fa superare lo stato di identificazione, ma non mi rende un buon servizio, il perché non l'ho affrontato: cambio soltanto se vedo il perché e lo comprendo.


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Immagine da https://goo.gl/4U4Nkl

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