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Alimentarsi di esseri viventi


Non c'è umano che non si nutra di esseri viventi: quelli di noi più sensibili e più attenti, si pongono il problema della legittimità del gesto e cercano di comprendere se il loro nutrirsi produce dolore e privazione ad un altro essere.
E' la stessa cosa cibarsi di un vegetale o di un animale, e gli animali sono tutti uguali?
Quale vita interiore ha un vegetale?
Sperimenta le sensazioni e le emozioni: risente dei fattori climatici e dell'ambiente vibratorio che lo circonda.
Si avvantaggia della vita animale e umana che ha attorno perché ricca di qualità astrali (per astrale si intende l'insieme dello sperimentare sensoriale, emotivo, affettivo): della vita di sentimento, in altri termini.
Quando il vegetale viene raccolto dal terreno o separato dalla pianta madre, percepisce la separazione e ha un'esperienza, che nell'umano chiameremmo dolore, di varia intensità e portata.
Quando il vegetale è raccolto, conserva in sé per ore, giorni o anni le proprie qualità astrali (il proprio corpo astrale) che, quando l'umano se ne nutre, vanno a fondersi con il corpo astrale di questo.
Ogni vegetale ha una vita astrale particolare, legata al proprio archetipo e alle esperienze vissute e quelle trasmette a chi si ciba di lui.
Un vegetale non ha capacità cognitive, né immagine di sé.
Gli animali hanno gradi evolutivi differenti: un pesce ha una struttura interiore molto differente da quella di un delfino. Una mucca è molto meno organizzata interiormente di un cavallo.
Al grado di evoluzione biologica dell'animale, corrisponde un grado di evoluzione interiore:
- un pesce ha una vita astrale organizzata e labilissime tracce di vita cognitiva;
- un delfino ( o un cavallo, un cane) ha una vita astrale molto sviluppata e una vita cognitiva organizzata con una relativa, approssimata, immagine di sé.
Una coscienza si esprime attraverso una moltitudine di pesci e di altri di esseri che vivono nel mare, ma sperimenta attraverso pochi individui di delfino, di cavallo, di cane.
Nell'umano il rapporto è di 1 a 1: una coscienza, un umano.
Più l'animale è interiormente organizzato, più ha una immagine di sé, più conosce la sofferenza, la perdita di sé.
Questa è la nostra responsabilità quando ci nutriamo.


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Immagine da http://goo.gl/e7Te2n

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