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La funzione della disarmonia e dell'eccesso


Ciascuno di noi eccede in qualcosa: chi nel troppo lavoro, chi nell'assenza di cura per sé, chi nel mangiare o nel rigore salutista.
Alcuni eccedono nel sesso e questo crea qualche problema a quelli di noi che credono di sapere che cosa sia bene in quell'ambito.
Il Papa, ed altri, hanno parlato i giorni scorsi di castità, intesa come il giusto e armonioso rapporto con sé e con l'altro nella relazione affettivo-sessuale.
Che l'umano debba e possa tendere a quella armonia, è senz'altro un fatto apprezzabile.
Che sia il naturale sbocco del processo evolutivo, ho qualche dubbio.
Per noi, per la nostra cultura, l'umano realizzato è colui/ei che vive nell'armonia, nella pace, nell'equilibrio.
Non la penso così: dal mio punto di vista il valore più alto dell'umano è la disponibilità ad imparare senza avere lo scopo, l'intenzione di imparare.
Pura gratuità di fronte a ciò che accade; pura disponibilità a lasciarsi modellare senza mai dire: "Accetto questo perché so che mi renderà migliore!"
Lo accetto e lo vivo perché viene, perché accade e se accade è la mia vita, è la vita: so che imparerò attraverso il processo che si presenta, ma non l'accolgo perché mi cambia, l'accolgo perché accade.
Sottigliezze, probabilmente.
Non ho particolare interesse per la nozione di armonia: le persone imparano quasi sempre nel conflitto e nella disarmonia. Pedagogicamente, è la condizione disarmonica che ci insegna.
La disarmonia, l'eccesso sono anche la condizione ordinaria di molti di noi: il maestro quotidiano.
L'armonia è il dono di un cammino di comprensione giunto a compimento?
E chi lo ha detto?
Che cos'è un cammino di comprensione giunto a compimento?
La fine del ciclo delle nascite e delle morti, la coscienza oramai strutturata che termina la sua avventura umana non avendo più la necessità di apprendere nella forma dell'umano, nello spazio, nel tempo.
Quella coscienza potrebbe non aver mai indugiato in quello stato che noi chiamiamo di armonia ma, di certo, in maniera consapevole o inconsapevole ha imparato, ha compreso, ha conosciuto la radice di quella armonia, senza magari mai averla rappresentata nel divenire umano delle personalità che ha generato.
Sono le comprensioni acquisite attraverso le esperienze, gli eccessi, gli errori che l'hanno condotta a terminare il ciclo umano.


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