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Lasciare che l'esistenza fluisca


Parola
Silenzio
Parola

Azione
Stasi
Azione
Stasi
Reazione

Gemme che diventano foglie verdi che ingialliscono e tornano alla terra.

Come un Mandala abbiamo creato un'immagine attraverso la quale interpretiamo la realtà, un modello interpretativo, appunto.
Granello di sabbia dopo granello di sabbia, azione dopo azione, pensiero dopo pensiero, intenzione dopo intenzione, abbiamo messo in atto scene che, se viste nell'insieme creano una figura interpretabile ma al contempo velano la superficie sulla quale appoggiano.

Come un Mandala può essere distrutto, apparentemente distrutto.
L'immagine creata e' impressa nella realtà permanentemente e può essere quindi ricontattata, il sentire può collegarsi ad essa, magari con qualche difficoltà in più, ma e' possibile.
Ci sono testi e registrazioni, memorie ed emozioni, gesti e silenzi che in ogni momento possono essere rievocati, per un fine didattico o esistenziale.

Quindi cosa rappresenta, nella cerimonia del Mandala, la sua distruzione?
Non e' forse un invito a favorire la comprensione della possibilità di distruggere un modello interpretativo e sostituirlo con un altro, o semplicemente di lasciare che l'esistenza fluisca tra uno e l'altro?
Fatico ad immaginare un essere umano senza un modello interpretativo ma fatico altrettanto ad immaginare un Essere umano che non sappia distruggere un modello interpretativo.

Modello interpretativo
Esistenza
Modello interpretativo

Sicuramente ci sono molte altre versioni, altre possibilità' di intendere questa cerimonia.
Ma non e' proprio di questo che stiamo parlando?

Il link qui sotto può essere facilmente frainteso, a meno che, quando il protagonista dice noi, voi, loro, gente, non si intenda riferito ad uno spiccato livello identitario.

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