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Il ritmo nel ventre della vita: l'esserci e lo scomparire

Riflettevo questa mattina di vacanza qui a Praia sul perdere e il lasciar andare che a volte possono apparire in contrasto con una sana necessità di esserci, di affermarsi nella vita da un punto di vista lavorativo e di relazione intima e affettiva.
C’è un ritmo nella notte e nel giorno, nell’estate e nell’inverno, c’è un ritmo che costituisce la piattaforma su cui danza l’intera esistenza nell’esserci e nello scomparire.
Così lavora l’identità che ha la necessità di attribuirsi dei pensieri, delle azioni, ha bisogno di un ritmo per essere lucente, riconosciuta e nutrita.
Osservo come l’identità non ne voglia sapere di questo ritmo, come reiteri un certo comportamento che ha codificato nelle varie stratificazioni come ‘vincente’ e lo riproponga ad oltranza, e di come senza un ritmo, un respiro ampio, l’identità porti all’asfissia.
Così come una mente non può essere affilata e arrivare a certi momenti di lucidità se non le si interrompe il flusso continuo dei pensieri, come può una identità sana non contemplare un ritmo che la porta anche a svuotare il secchio, a perdere, a lasciare andare per poi tornare, riposata, a splendere lucente, con quel canto che le è proprio?
Come può senza un ritmo creare quel processo fluido? E infine come può senza un ritmo essere cavalcata anche nelle sue impennate di estremi per poi vederla sgonfiarsi, riderne e così passare oltre e trascenderla?
A volte mi sembra che la paura del perdere e del lasciare andare che sembra in contrasto con l’esserci, venga confusa con una mancanza di coraggio nell’osare, di cantare la propria canzone, anche stonata e che provoca imbarazzo, e si finisce, per troppo timore, nel calderone dell’acqua tiepida che non bolle mai e non può trasformarsi, non può evaporare.
Come sia facile scivolare nella codifica di un certo comportamento e seguirne l’idea piuttosto che buttarsi in quel ritmo a cui la vita chiama.
Il cammino del perdere e del lasciare porta quel ritmo, quel respiro esistenziale necessario all’affermazione di tutti gli aspetti del sé dal quale sorge un’immagine dell’identità sana, nel suo affermarsi e nel suo scomparire.
Nel suo affermarsi e nel suo scomparire.

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